INV. N. 1909
Per notizie sulle porcellane di Nove e sulla manifattura degli Antonibon vedasi a questo link: Dizionario Biografico Treccani degli Italiani - Volume 3 (1961)
La Galleria dell'Arte nel Mondo, Roma, Italia (Europa) - The Art Gallery in the World - Rome, Italy (Europe)
mercoledì 30 agosto 2017
PORCELLANE - Manifatture Europee: Porcellane di Nove - Manifattura Antonibon, "Conversazione galante" o "Riposo durante la caccia", 1782-1802, porcellana bianca - Venezia, Museo della Fondazione Querini Stampalia
INV. N. 1908
Per notizie sulle porcellane di Nove e sulla manifattura degli Antonibon vedasi a questo link: Dizionario Biografico Treccani degli Italiani - Volume 3 (1961)
Per notizie sulle porcellane di Nove e sulla manifattura degli Antonibon vedasi a questo link: Dizionario Biografico Treccani degli Italiani - Volume 3 (1961)
PORCELLANE - Manifatture Europee: Porcellane di Nove - Manifattura Antonibon, "Conversazione galante" o "Riposo durante la caccia", 1782-1802, porcellana bianca - Venezia, Museo della Fondazione Querini Stampalia
INV. N. 1907
(fonte: Giovanni Mariacher - Treccani - Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 3 (1961)
mercoledì 23 agosto 2017
PORCELLANE (Manifatture europee): Manifattura di Meissen, Tazza da puerpera con coperchio e piattino, porcellana lavorata e decorata a mano con motivi floreali, 1735 ca. - Venezia, Museo della Fondazione Querini Stampalia
INV. N. 1906
Le tazze da puerpera erano piccoli oggetti che un’antica tradizione destinava a contenere un brodo ristoratore per le nuove madri.
Le tazze da puerpera erano piccoli oggetti che un’antica tradizione destinava a contenere un brodo ristoratore per le nuove madri.
PORCELLANE (Manifatture europee): Manifettura di MEISSEN, L’amante scoperto, gruppo in porcellana lavorata e decorata a mano, seconda metà '800. Modello di J. J. Kaendler (1771 - Venezia, Museo della Fondazione Querini Stampalia
INV. N. 1905
Questo delizioso gruppo in pocellana è stato realizzato dalla Manifattura di Porcellane di Meissen sul modello del suo più celebre modellatore, Johann Joachim Kändler (15 giugno 1706 - 18 maggio 1775). L’opera rivela uno spirito ironico e lievemente burlesco, caratteristica dello scultore.
martedì 22 agosto 2017
GIACOMO NEGRETTI detto PALMA IL GIOVANE - Pittore italiano, nipote di Jacopo Negretti detto Palma il Vecchio, suo prozio. (Venezia, 1548/1550 – 14 ottobre 1628): Sagrestia della Chiesa di Santa Maria Assunta dei Gesuiti, Venezia
INV. N. 1904
Giacomo Negretti detto Palma il Giovane
Caduta della manna
(Rosone centrale del soffitto della Sagrestia)
David riceve dal sacerdote Achimelec i pani offerti nel santuario
(Riquadro di destra)
Elia nutrito dall'angelo
(Riquadro di sinistra)
lunedì 21 agosto 2017
domenica 9 luglio 2017
ARTE DELLA FOTOGRAFIA: Massimo CUOMO, Biblioteca Nazionale Austriaca, 1723 - 1737 - Vienna, Austria
INV. N. 1900
Fondata a metà del XV secolo dagli Asburgo come biblioteca di Corte (Hofbibliothek) era nota come "Biblioteca imperiale di Vienna" fino al 1920.
L'edificio odierno venne eretto su progetto di Johann Bernhard Fischer von Erlach dal figlio Joseph Emanuel, tra il 1723 e il 1737.
Biblioteca Nazionale Austriaca
Vienna, Austria
Massimo Cuomo Fotografo
L'edificio odierno venne eretto su progetto di Johann Bernhard Fischer von Erlach dal figlio Joseph Emanuel, tra il 1723 e il 1737.
mercoledì 5 luglio 2017
domenica 2 luglio 2017
OGGETTI D'ARTE: Domenico Montini (Siena, doc. 1600 - 1654): Tabernacolo, 1619, Bronzo dorato, argento e pietre dure - Collezione reale di Filippo IV, Patrimonio Nazionale, Monastero reale di San Lorenzo dell'Escorial, Madrid
INV. N. 1897
Domenico Montini (Siena, doc. 1600 - 1654)
"Tabernacolo"
Domenico Montini (Siena, doc. 1600 - 1654)
"Tabernacolo"
Le sontueose opere in marmo commesso realizzate nell'Opificio delle pietre dure di Firenze, fondato di Ferdinando I de' Medici nel 1588, raggiungevano una qualità unica ed erano apprezzate in tutta Europa. Le incrostazioni di marmi rari in questo tabernacolo - realizzato dall'orafo sense in soli nove mesi, come sottolinea con orgoglio l'iscrizione in italiano posta sul gradino della porticina centrale - provengono da Firenze, giacché solo le botteghe granducali disponevano di artigiani specializzati nella realizzazione di lavori simili.
DUCCIO di BUONINSEGNA (Siena, ca. 1255 - 1319): "Vetrata con raffigurazione della Incoronazione, della Assunzione e della Morte della Vergine", c. 1287/1288, Vetro dipinto a grisaglia, diametro cm. 700 - Cattedrale di Siena, conservato nel Museo dell'Opera, Siena
INV. N. 1896
La Vetrata del Duomo di Siena fu disegnata da Duccio di Buoninsegna, finalizzata da maestri vetrai non identificati e poi dipinta a grisaglia dallo stesso Duccio. Realizzata per coprire il grosso oculo di 5,6 m di diametro che è posto in alto nell'abside del Duomo di Siena, la vetrata è stata recentemente restaurata e posta nel vicino Museo dell'Opera del Duomo (nel Duomo è stata posta una copia). È l'unica opera di questo tipo di Duccio di Buoninsegna, nonché una delle poche vetrate realizzate da maestri di scuola senese. Databile dalla documentazione scritta al 1287-1288 è una delle tre opere di Duccio databile con certezza e quindi molto importante per definire il percorso artistico del pittore.
venerdì 30 giugno 2017
giovedì 29 giugno 2017
CAMILLE PISSARRO (1830; Charlotte Amalie, Virgin Islands, U.S. - 1903; Paris, France): Strada a Racquencourt, 1871, Olio su tela - Collezione privata
INV. N. 1893
Incredibile la luce di questo dipinto: il Maestro ci fa avvertire la potenza accecante delle luce dorata del sole pomeridiano che illumina tutto il paesaggio e proietta le ombre lunghe degli alberi sulla strada fino alle case. Magistrale! (The Art Gallery)
Incredibile la luce di questo dipinto: il Maestro ci fa avvertire la potenza accecante delle luce dorata del sole pomeridiano che illumina tutto il paesaggio e proietta le ombre lunghe degli alberi sulla strada fino alle case. Magistrale! (The Art Gallery)
mercoledì 28 giugno 2017
martedì 27 giugno 2017
lunedì 26 giugno 2017
sabato 24 giugno 2017
ARCHEOLOGIA - MOSAICI: Mosaico dei Musici ambulanti,(199 – 80 a.C.) - Museo Archeologico Nazionale di Napoli
INV. N. 1887
Mosaico dei Musici ambulanti
Il mosaico, rinvenuto tra il 1749 e il 1763 nella cd. Villa di Cicerone a Pompei, databile tra il II e l’inizio del I sec. a.C. e (199 – 80 a.C.), raffigura un gruppo di 4 personaggi, forse i metragyrtai del culto di Cibele che si muovono sul podio di un palcoscenico e che, al suono degli strumenti da loro stessi suonati, si stanno probabilmente recando verso l’abitazione la cui porta d’ingresso si intravede nell’angolo destro. Indossano le maschere di 3 personaggi della Commedia Nuova: il suonatore di timpano è infatti il parasitos, vicino a lui c’è il kolax, l’adulatore, riconoscibile dal naso prominente e dal viso disteso e florido, intento a suonare i cembali e, subito dietro, la diamitros etaira, la suonatrice di doppio flauto; segue, da ultimo, un bambino, o un nano, senza maschera, con la capigliatura scomposta e una corta tunica, intento a suonare una sorta di corno.
La scena è tratta verosimilmente da una commedia di Menandro, dal titolo “Theophorumene”,”L’invasata”.
ARCHEOLOGIA - MOSAICI: Mosaico dell'Accademia di Platone o dei sette Filosofi, epoca tardo ellenistica - Museo Archeologico Nazionale di Napoli
INV. N. 1886
Mosaico dell'Accademia di Platone o dei Sette filosofi
Mosaico dell'Accademia di Platone o dei Sette filosofi
Il mosaico, in I stile, raffigura la riunione di 7 filosofi. Tutti indossano un mantello, la caratteristica veste degli oratori e dei filosofi greci di età classica, eccetto uno che porta al di sotto anche un chitone. Il terzo da sinistra potrebbe essere Platone. Nel primo da sinistra si potrebbe riconoscere Eraclide Pontico, nel secondo Lisia, nel penultimo sulla destra Senocrate, mentre l’ultimo sulla destra, in atto di andare via tenendo nella mano sinistra un rotolo, potrebbe essere Aristotele.
Sullo sfondo, è possibile identificare l’acropoli di Atene con il Partenone. Intorno alle 7 figure, sono rappresentati, da sinistra verso destra, un portale con due colonne e un epistilio sormontati da quattro vasi coperti (simboli di Aritmetica, Geometria, Astronomia e Musica, o delle quattro Stagioni dell’anno, o delle posizioni del Sole), un albero e una colonna votiva con un orologio solare, tipici di un paesaggio totalmente mitologico, senza alcun preciso riferimento geografico.
Il tema chiaramente allude agli interessi letterari e filosofici del proprietario della villa e deriva probabilmente da un modello tardo ellenistico.
venerdì 16 giugno 2017
domenica 11 giugno 2017
sabato 10 giugno 2017
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