martedì 15 gennaio 2019

CARAVAGGIO (*), Michelangelo Merisi da Caravaggio (Caravaggio, Milano, 1571 - Porto Ercole, 1610): Maddalena in estasi (o Maddalena "Gregori" dal nome della grande storica dell'arte, massima esperta del pittore che ne ha riconosciuta l'autenticità), 1606 ca. (ma la datazione è ancora incerta), Olio su tela - Roma, Collezione privata

INV. N. 2232

La "Maria Maddalena in estasi" del Caravaggio
secondo la storica dell'Arte Mina Gregori, massima esperta del Maestro.

(*) Note:

Si tratta di una scoperata recente e quindi di una attribuzione recentissima. E occorre andare con i piedi di piombo quando si tratta di dare per certa un'opera di tale importanza come questa Maria Maddalena in estasi. Ma sull'autenticità dell'opera per mano di Caravaggio c'è il fatto che essa è stata riconosciuta come tale nientemeno che da Mina Gregori, classe 1924, storica dell’arte italiana, accademica dei Lincei, professoressa emerita di Storia dell’Arte Moderna presso l’Università di Firenze, allieva di Roberto Longhi e massima esperta vivente di Caravaggio. È infatti lei che verso la fine del 2014 ha riconosciuto, con totale certezza, l’autenticità di una sua opera ritenuta perduta per oltre quattrocento anni: la Maria Maddalena in Estasi. Ne esistevano in giro per il mondo 8 esemplari, ma quest'ultimo ritrovato dopo 400 anni porta a confermare definitivamente che si tratta tutte di copie, più o meno di pregio. .

Ma ad avvalorare la tesi della Gregori v'è anche il ritrovamento di un documento originale dietro al quadro con dettagli precisi e poco noti riguardanti proprio la tela in questione, recante la scrittta "Madalena reversa di Caravaggio a Chiaia ivi da servare pel beneficio del Cardinale Borghese di Roma".  Il quadro, come è noto, insieme con altri due, era a bordo della feluca con la quale Caravaggio era in viaggio per Roma, dove non arrivò mai in quanto morì prima, a Porto Ercole. Da quel momento di questo dipinto si persero le tracce. Pare sia stato ritrovato per caso in una collezione privata, ereditata di generazione in generazione. La famiglia che lo possiede non aveva mai acconsentito alla sua esposizione in pubblico, fino al 2016, quando il dipinto è stato esposto presso il Museo Nazionale di Arte Occidentale di Tokio, ed all'ottobre del 2018 quando è stato esposto, per la seconda volta, a Parigi, al Museo Jacquemart-André, nell'ambito della mostra Caravaggio e il suo tempo: Amici, rivali e nemici.


(Notizie tratte da diversi siti online tra cui quello di Artribune e dell'Ansa)



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