sabato 16 dicembre 2017

FRANCESCO di GIORGIO MARTINI (*) (Siena, 1439 - 1502): La spoliazione di Cristo, 1501 ca., Tempera su tavola, 217 x 295 cm - Siena, Pinacoteca Nazionale

INV. N. 2018



FRANCESCO di GIORGIO MARTINI (*) (Siena, 1439 - 1502): Madonna col Bambino e un angelo, 1471 ca., Tempera su tavola, 74 x 49 cm - Siena, Pinacoteca Nazionale

INV. N. 2017


(*) Francesco di Giorgio Martini, pittore senese, scultore, architetto e ingegnere, fa parte di quel ristretto gruppo di professionisti del Rinascimento, tra cui Brunelleschi, Alberti, Michelangelo, Peruzzi e, naturalmente, Leonardo da Vinci, che eccelleva in molte delle arti contemporaneamente. Originario di Siena, potrebbe essere stato addestrato dal Vecchietta (1410-1480), un pittore e scultore di successo.




giovedì 14 dicembre 2017

FRANCESCO di GIORGIO MARTINI (*) (Siena, 1439 - 1502): Incoronazione della Vergine, 1472-73, Tempera e olio su tavola, 337 x 200 cm - Siena, Pinacoteca Nazionale

INV. N. 2016

(*) Francesco di Giorgio Martini, pittore senese, scultore, architetto e ingegnere, fa parte di quel ristretto gruppo di professionisti del Rinascimento, tra cui Brunelleschi, Alberti, Michelangelo, Peruzzi e, naturalmente, Leonardo da Vinci, che eccelleva in molte delle arti contemporaneamente. Originario di Siena, potrebbe essere stato addestrato dal Vecchietta (1410-1480), un pittore e scultore di successo.



FRANCESCO di GIORGIO MARTINI (*) (Siena, 1439 - 1502): La Natività di Gesù con San Bernardo e San Tommaso d'Aquino, 1475, Tempera e olio su tavola, 198 x 104 cm - Siena, Pinacoteca Nazionale

INV. N. 2015

(*) Francesco di Giorgio Martini, pittore senese, scultore, architetto e ingegnere, fa parte di quel ristretto gruppo di professionisti del Rinascimento, tra cui Brunelleschi, Alberti, Michelangelo, Peruzzi e, naturalmente, Leonardo da Vinci, che eccelleva in molte delle arti contemporaneamente. Originario di Siena, potrebbe essere stato addestrato dal Vecchietta (1410-1480), un pittore e scultore di successo.



ISAAC LEVITAN (Kybartai, Lituania, 30 agosto 1860 - Mosca, Russia, 4 agosto 1900): Primavera in campagna, 1891, Olio su tela, 35 × 47 cm - Varsavia, Museo Nazionale

INV. N. 2014



venerdì 8 dicembre 2017

PORDENONE, Giovanni Antonio de Sacchis (Pordenone, 1483 ca. - Ferrara, 1539): Crocifissione, 1520 - 1521, Affresco - Cremona, Italia, Cattedrale

INV. N. 2007



PORDENONE, Giovanni Antonio de Sacchis (Pordenone, 1483 ca. - Ferrara, 1539): Lamentazione sul Cristo morto, 1522, Affresco - Cremona, Italia, Cattedrale

INV. N. 2006



PORCELLANE (Manifatture europee): Manifattura della Real Fabbrica di Porcellane di Napoli, FILIPPO TAGLIOLINI (Fogliano di Cascia, 1745 – Napoli, 1809): Trionfo da tavola raffigurante "La caduta dei giganti", 1785 - 1790, Gruppo scultoreo in porcellana biscuit, h. 162 cm - Napoli. Museo di Capodimonte

INV. N. 2005

Real Fabbrica delle Porcellane di Napoli

FILIPPO TAGLIOLINI

Gruppo scultoreo in porcellana biscuit raffigurante la "Caduta dei giganti"

L'importante gruppo fu realizzato a corredo del servizio da tavola concepito come replica del Servizio Ercolanese, donato a Carlo di Borbone ormai in Spagna, e destinato alla corte napoletana. Nel 1783, per ordine di Ferdinando di Borbone, si sospese l'esecuzione del servito mentre si continuò quella del gruppo, ideato come arredo d'ambiente piuttosto che come centrotavola. Il biscuit, realizzato su modello di Filippo Tagliolini, si mostra vicino alle espressioni scultoree del barocco italiano, seppur nutrito di uno spirito già neoclassico.


BEATO ANGELICO, Guido Di Pietro (ca. 1400, Vicchio nell Mugello - 1455, Roma): Annunciazione, 1440-42, Affresco, 176 x 148 cm - Firenze, Cella n.3 del Convento di San Marco

INV. N. 2004


PORDENONE, Giovanni Antonio de Sacchis (Pordenone, 1483 ca. - Ferrara, 1539): Disputa sull'Immacolata Concezione (*), 1528 ca., Olio su tavola, 298 x 198 cm - Napoli, Museo di Capodimonte

INV. N. 2003





(*) Presentazione dell'opera dal catalogo del Museo di Capodimonte
(Ed. 2002, Touring Editore, Milano - pag.71 Galleria Farnese)



martedì 28 novembre 2017

PIERO DI COSIMO (Firenze, 1462 - 1521): La Visitazione con i santi Nicola e Antonio, 1489-90, Tempera su tavola, 184 x 189 cm (con la bellissima cornice originale dell'epoca) - Washington, National Gallery of Art

INV. N. 1989



PIERO DI COSIMO (*) (Firenze, 1462 - 1521): La Maddalena, 1490/1501 (?), Tempera su tavola, 72,5 x 76 cm - Roma, Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini

INV. N. 1988


(*) Quest'opera venne inizialmente attribuita al Mantegna ma nel 1874 la critica unanime corresse l'attribuzione che venne quindi data a Piero di Cosimo. La maggior parte della critica vede nell'opera l'espressione dell'ultimo periodo lavorativo dell'artista anche in rapporto con gli influssi leonardeschi presenti sulla sua pittura nei primi del Cinquecento. 



SCUOLA ROMANA SECONDA META' DEL XII SECOLO: Madonna Avvocata (o Haghiosoritissa), seconda metà XII sec., Tempera su tavola rivestita di tela (camottata), 107 x 57,5 - Dalla Collezione Cini nel 1987 - Roma, Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini

INV. N. 1987

MADONNA AVVOCATA 
o Haghiosiritissa

Scuola Romana seconda metà XII sec.

Si trovava in origine nella chiesa interna al Convento di S. Maria in Campo Marzio, dove era venerata come immagine miracolosa. E' collegabile iconograficamente alla costantinopolitana Vergine Haghiosiritissa, rappresentata cioè nell'atto di intercedere presso il Cristo in favore del genere umano.
La datazione alla metà del XII secolo è generalmente condivisa per la analogie stilistiche con la tavola del Giudizio Universale della Pinacoteca Vaticana.
L'icona, che differisce stilisticamente dalle altre tavole romane di analogo soggetto, è da riferire alla stessa mano del Cristo Benedicente proveniente anch'esso dal convento di Campo Marzio ora esposto alla Pinacoteca Vaticana.
Entrambe le opere, caratterizzate da un accentuato linearismo di marca bizantina, ma anche da una ricerca monumentale tipicamente romana, mostrano identiche soluzioni negli effetti chiaroscurali, nelle pieghe semplificate dei panneggi, nelle lumeggiature, nell'intonazione bruna del volto non ravvivata da alcuna concessione coloristica e perfino da certe "sigle" caratteristiche come le pennellate rapide con cui sono definite le pieghe del collo del Cristo o il triangolo scuro che divide le sopracciglia della Vergine.

(Fonte: Rossella Vodret, Guida di Palazzo Barberini, Ed. GEBART S.p.A., 2017)



venerdì 24 novembre 2017

FILIPPO LIPPI (Firenze, 1406 ca. - Spoleto, 1469): Madonna di Tarquinia, 1437, Tempera su pannello, 151 x 66 cm - Roma, Palazzi Barberini - Corsini, Gallerie Nazionali d'Arte Antica

INV. N. 1982

Fra FILIPPO LIPPI

"Madonna di Tarquinia"

Rispetto alle prime opere di Fra Filippo, il rapporto con Donatello, nel movimento energico del Bambino, introduce un potente elemento dinamico. La spazialità e l'ambientazione domestica della scena, fa di questa tavola una pittura di meditazione strettamente legata alla contemporanee esperienze fiamminghe. La cornice è originale con piccole aggiunte di restauro.

(Fonte: didascalia dell'opera nella Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini)





Il dipinto nella sua cornice orinale dell'epoca.

SCULTURE - DONATELLO (Firenze, 1386 - 1466): Spiritello ceroforo, 1435-37 ca., Bronzo - Roma, Museo-Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini.

INV. N. 1981

DONATELLO

"Spiritello ceroforo"

L'angelo reggi-cero era posto sulla cantoria realizzata da Luca della Robbia per la Cattedrale di Firenze, destinato ad illuminare lo spartito dell'organista. La scultura ha evidentemente influenzato Fra Filippo Lippi nella Madonna di Tarquinia e documenta l'esuberante, dinamica e non canonica interpretazione dell'antico sviluppata da Donatello dopo il soggiorno romano (1430-32).

(Fonte: Didascalia del Museo-Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini - Roma)






 

domenica 19 novembre 2017

La BOTTEGA di RAFFAELLO - GIULIO ROMANO (Roma, ca. 1499 - Mantova, 1546) e GIOVAN FRANCESCO PENNI (Firenze, 1488/96 - Napoli, 1528): Madonna di Monteluce, 1523-25, Olio su tavola, 354 x 232 cm - Città del Vaticano, Pinacoteca Vaticana

INV. N. 1976


La BOTTEGA di RAFFAELLO SANZIO

Prosegue il percorso conoscitivo delle opere degli allievi e collaboratori di Raffaello: è la volta di  una grande tela raffigurante l' "Ascensione e Incoronazione della Vergine", della quale solo alcuni disegni furono approntati dal Maestro prima della sua prematura morte. L'opera perciò venne portata a termine da due suoi collaboratori, Giulio Romano, nato a Roma, nel 1499 ca. e morto a Mantova nel 1546 e Giovan Francesco Penni, nato a Firenze negli anni tra il 1488 e il 1496 e morto a Napoli nel 1528.  
Abbiamo già avuto modo di ammirare diverse opere dei due pittori (vedi per il Romano i post ai nn. 1963-64-65 e 69-70 e per il Penni i post ai nn. 1973-74-75). 
L'opera è celebre col titolo di "Madonna di Monteluce" in quanto la tela, una pala d'altare, venne commissionata a Raffaello nel 1505 dalle monache del convento di Monteluce, nei pressi di Perugia. Ma intervenuta la morte di Raffaello, l'opera venne completata successivamente dai due collaboratori tra il 1523 e il 1525. La tela rappresenta un soggetto composto, insolito come iconografia, in quanto raffigura contemporaneamente l'Assunzione e l'Incoronazione della Vergine. Il dipinto si compone di due parti, dipinte in diverse occasioni e poi unite insieme. Secondo il parere più diffuso degli esperti il pannello superiore con l'Incoronazione della Vergine (derivato da uno schizzo di Raffaello) è opera di Giulio Romano, mentre la parte inferiore con gli Apostoli raccolti attorno ad una tomba coperta di fiori mentre assistono all'Ascensione della Vergine, è di Giovan Francesco Penni.  



venerdì 17 novembre 2017

GIOVAN FRANCESCO PENNI (Firenze, 1488/1496 - Napoli, 1528): Madonna del passeggio, data sconosciuta, Olio su pannello - Napoli, Reggia e Museo di Capodimonte,

INV. N. 1975


La BOTTEGA di RAFFAELLO SANZIO

Prosegue il percorso conoscitivo delle opere degli allievi e collaboratori di Raffaello: è la volta di Giovan Francesco PENNI, nato a Firenze, negli anni tra 1488 e il 1496 e morto a Napoli nel 1528. 
Non si trova molto, ma quel poco che sono riuscito a scovare navigando in internet è sufficiente a farci capire che era tra i più quotati. 
Quello che vi presento questa volta è una Madonna denominata "Madonna del passeggio" ed è un'opera che viene comunemente data a due mani, dello stesso Raffaello e di Giovan Francesco Penni. Ma la critica più moderna tende a dare la paternità al solo Penni, forse con solo qualche ritocco del Maestro.
Non si conosce la data di realizzazione dell'opera.