sabato 16 giugno 2018

PETERZANO, Simone - Pittore italiano di scuola lombarda, fu maestro di Caravaggio nel periodo 1584 - 1588 (Bergamo, ca.1540 - Milano, ca.1596): Pala della Deposizione, 1573-1578 ca., Olio su tela, 290 x 185 cm - Milano, Chiesa di San Fedele, Cappella della Deposizione, già della Crocifissione (prima, entrando, a sinistra)

INV. N. 2134

La grande Pala della Deposizione (290 x 185 cm), opera di Simone Peterzano, proviene dalla Chiesa di Santa Maria della Scala, demolita nel 1776. Era custodita nella cappella della Veronica, figura che appare in alto in fondo, sulla destra con il telo col volto di Cristo. La tela firmata (S)imon Petrzanus/Titiani al(umnus), precede di qualche anno il perido 1584 - 1588 quando il pittore ebbe come allievo a bottega il giovane Caravaggio
In primo piano giace il corpo livido e abbandonato del Cristo, sostenuto alle spalle da Nicodemo, mentre la Maddalena ne porta al viso una mano in un gesto di afflizione. Insieme alla Vergine, le pie donne e, dietro di loro, San Giovanni e Giuseppe di Arimatea. Le figure sono disposte ad esedra, con una gestualità teatrale ma calibrata. 
La Pala presenta attinenze con la cultura pittorica dei maestri veneziani, in particolare con Francesco Salviati, del quale riprende lo schema di una Deposizione realizzata per la chiesa veneziana del Corpus Domini. L'incidere violento della luce definisce singolarmente ogni figura e mette in evidenza il biancore del sudario. Peterzano è ancora legato alla definizione naturalistica dello sfondo e al manierismo coloristico cinquecentesco, ma contemporaneamente si fa fautore della cultura milanese della Controriforma nelle "regole" stilistiche e nei modelli figurativi. Caravaggio deve essersi ispirato all'uso drammatico della luce e alla rigorosa struttura compositiva di questo dipinto per la sua Deposizione vaticana. 
(fonte: Didascalia del Museo di San Fedele presente nella Chiesa di San Fedele) 



sabato 9 giugno 2018

CRIVELLI Carlo, Pittore italiano, tra i massimi esponenti della scuola veneziana (1430/35, Venezia - 1495, Camerino, Marche): Annunciazione con Sant'Emidio, 1486, Olio su tavola trasferito su tela, 207 x 147 cm - Londra, National Gallery

INV. N. 2133


Carlo Crivelli

"Annunciazione con Sant'Emidio"
Il dipinto fu eseguito per la chiesa dell'Annunciazione ad Ascoli Piceno di cui Sant'Emidio era il santo patrono della città. Nelle sue mani si può vedere infatti il modello della chiesa. Alla città furono concessi alcuni diritti di libertà da Papa nel 1482, e questo spiega l'iscrizione "Libertas Ecclesiastica" nella parte inferiore del dipinto. 

"Non si tratta dunque di giudicare negativamente l'arte del Crivelli, quasi si fermasse sul cammino del Rinascimento per difetto di informazione o di ossigeno. Per andare in fondo al problema occorre semmai capire il perché di una scelta, che lo sollecita verso una solitudine non nutrita d'inerzia, ma di perfezionismo formale, sempre più astratto. Anche nelle opere di racconto - si veda l'Annunciazione di Ascoli (oggi Londra, National Gallery) del 1486 - il C. mostra di conoscere bene i problemi della prospettiva e della luce e di essere al corrente degli aggiornamenti culturali: eppure anche in quell'opera discorsiva ed episodica non rinuncia al suo distacco. Che il C. non abbia avuto evoluzione e sia rimasto chiuso, quasi assediato nello stile (si potrebbe dire, vasarianamente, "maniera") che s'è creato, è vero, ma fino ad un certo punto. In quel mondo non se ne sta quieto, né mostra di essere pago di una creatività scontata e ripetuta; si arrovella invece nel cercare non composizioni nuove, ma nuove soluzioni formali, rinnovandosi continuamente, quasi soggiogato dalla astratta esigenza di una impossibile perfezione." (fonte: Pietro Zampetti - Dizionario Biografico Treccani degli Italiani - Volume 31 - 1985)


venerdì 25 maggio 2018

OGGETTI D'ARTE: Vangeli di Drogon, Metz 845-855, Oro, argento, avorio, perle e pietre preziose. - Parigi, Museo del Louvre, Biblioteca Nazionale di Francia

INV. N. 2127

Vangeli di Drogon
Rilegature in oro, avorio e pietre preziose
Metz, 845-855 - Rinascimento carolingio

Attribuiti al pittore del Drogon Sacramentario, che scelse di magnificare i simboli degli Evangelisti in uno stile espressionista evidenziato da una tavolozza di colori originale, questa raccolta di Vangeli hanno conservato intatte le tavole in avorio scolpito della loro rilegatura di copertura. Le tavole scolpite rappresentano scene della Passione: bacio di Giuda e arresto di Cristo, negazione di San Pietro e giudizio di Pilato, Crocifissione tra i due ladroni.
Nelle immagini si possono ammirare due di queste splendide rilegature, veri capolavori di arte orafa e di incisione su avorio del Rinascimento carolingio.





giovedì 17 maggio 2018

KUPKA, František - Pittore di origine bohema, ma trasferitosi a Parigi in giovane età. Individualista, è rimasto sempre estraneo a qualsiasi scuola artistica o di tendenza. (1871, Opočno, Austria-Hungary - 1957, Puteaux, France): Autorittratto con la moglie, 1908, Olio su tela, 110 x 100 cm - Collezione ignota

INV. N. 2123

Kupka, František 
Enciclopedia Treccani on line

Kupka ‹kù-›, František. - Pittore ceco (Opočno, Boemia, 1871 - Puteaux 1957). Dal 1895 si stabilì a Parigi. Amico di J. Villon, parallelamente alle ricerche di V. Kandinskij, realizzò dal 1906 tele e acquerelli ispirati alle deformazioni degli oggetti riflessi nell'acqua. Del 1910sono le sue prime opere astratte, di impressionante esuberanza cromatica, da lui definite "art inobjectiv", con le quali cercava di raggiungere al di là delle apparenze una realtà di carattere filosofico o addirittura spiritualista. Dal 1931 partecipò al movimento Abstraction-Création. Le più importanti raccolte di sue opere sono a Praga, dove nel 1946fu istituito un museo in suo nome, e a Parigi, al Musée national d'art moderne. La sua opera teorica principale è il volume La création dans l'art plastique.



domenica 13 maggio 2018

MANCINI, Antonio (Roma, 1852 - 1930): Saltimbanco con violino, 1878, Olio su tela, 92 x 73,5 cm - Milano, Collezione privata Galleria Bottegantica

INV. N. 2120



MANCINI, Antonio (Roma, 1852 - 1930): Joueur de guitare, 1877, Olio su tela, 79 x 65 cm - Collezione privata

INV. N. 2119



CARAVAGGIO (*), Michelangelo Merisi da Caravaggio (Caravaggio, Milano, 1571 - Porto Ercole, 1610): Ecce Homo, c. 1606, Olio su tela, 128 x 103 cm - Genova, Galleria di Palazzo Bianco

INV. N. 2118

(*) L'attribuzione a Caravaggio viene da taluni messa in discussione, tuttavia, la maggior parte degli studiosi lo accetta come un originale Caravaggio. Purtroppo l'opera è in cattivo stato di conservazione. La figura di Pilato pare sia un presunto autoritratto di Caravaggio. Comunque sull'autenticità dell'opera da parte del Caravaggio esiste l'autorevolissimo parere di uno dei massimi esperti d'arte mondiale: Roberto Longhi.
C'è un'altra versione nel Museo Nazionale di Messina che è probabilmente opera di un seguace siciliano del Caravaggio.






Il dipinto nella  sua cornice ariginale


sabato 12 maggio 2018

ARCHITETTURE DELL'ANTICHITA': Mausoleo di Costantina, meglio noto come Mausoleo di Santa Costanza, 337 - 351 d.C. - Roma, Complesso della Basilica di S. Agnese

INV. N. 2117


Mausoleo di Santa Costanza

Il Mausoleo di S. Costanza è uno dei caposaldi dell'architettura tardoantica. Fra i primi esempi conservati (insieme al Battistero Lateranense) di edificio cristiano a pianta centrale con ambulacro. Derivato da modelli romani di templi e mausolei, ninfei, (il Pantheon, il Mausoleo di Augusto, il cosiddetto tempio di Minerva Medica) deve la caratteristica più innovativa - i due spazi circolari concentrici - a un edificio di poco precedente destinato ad influenzare l'architettura medioevale: il Martyrium del Santo Sepolcro eretto a Gerusalemme da Costantino e dalla madre Elena.
Pur essendo in parte privato del suo primitivo splendore, conserva tuttora un'imponenza ed un fascino straordinari.
La costruzione del mausoleo, secondo studi recenti, sarebbe avvenuta in due fasi: una tra tra il 337 ed il 351 d.C. - nel periodo di vedovanza di Costantina - e l'altra dopo la sua morte, ma comunque entro il 361. Successivamente fu sepolta nel mausoleo anche Elena, altra figlia di Costantino.
Il mausoleo divenne in seguito battistero della basilica di S. Agnese, sorta nel VII secolo. La tipologia a pianta centrale si adattava in modo particolare a tale destinazione d'uso, come ormai a quel tempo voleva la tradizione, anche se non tutti gli studiosi sono concordi con questa destinazione d'uso.
Nel 1254 l'edificio fu trasformato in chiesa, intitolata a S. Costanza. Ma è sin dall'alto medioevo che Costanza (altro nome attribuito a Costantina figlia di Constantino) veniva arbitrariamente identificata come una martire, e quindi appellata come santa. Del resto già nell'835 il Liber pontificalis designava per il mausoleo come Aecclesia Sanctae Costantiae. Tale ambiguità è un tratto caratteristico dell'edificio, che nelle sue forme architettoniche si rifà prevalentemente a modelli pagani di templi e sepolcri.
Nel 1620 il cardinale Fabrizio Veralli fece eliminare definitivamente la decorazione musiva della cupola (splendida, secondo le testimonianze iconografiche che ci sono giunte), già da tempo in pessimo stato di conservazione, sostituendola con modesti affreschi.




























giovedì 10 maggio 2018

CAPOLAVORI DELL'ARCHITETTURA: Andrea PALLADIO (Padova, 1508 - Maser, 1580): Villa Almerico Capra detta "La Rotonda", 1566-1567 + 1606 (lavori ultimati da V. Scamozzi)

INV. N. 2116

Ville Palladiane 
Villa Almerico Capra detta "La Rotonda"

Il nome le deriva dal grande solone interno rotondo ricco di affreschi dei maggiori artisti veneti dell'epoca, mentre la sua pianta è perfettamente quadrata e intersecata da una croce greca costituita dai quattro ingressi tutti con pronao antistante. Un mirabile capolavoro di eleganza e perfezione stilistica opera del grande architetto veneto Andrea Palladio (Padova, 1508 - Maser, 1580). E' situata nei pressi della vittà di Vicenza (Veneto, Italia).