domenica 1 ottobre 2017

PICASSO Pablo (1881; Málaga, Spain - 1973; Mougins, France): Mandolino e chitarra, dipinto a Juan-les-Pins (Francia) nel 1924, Olio e sabbia su tela, 140,7 x 200,3 cm - New York, Museo Solomon R. Guggenheim

INV. N. 1929

Un anno prima che Picasso dipingesse la monumentale natura morta Mandolino e chitarra , durante una serata Dada a Parigi era stata annunciata la morte del cubismo, da un membro del pubblico che gridò che "Picasso [era] morto sul campo di battaglia"; la serata si concluse in una rivolta, che potè essere sedata solo dall'arrivo della polizia. La successiva serie di nove vibranti nature morte colorate di Picasso (1924-25), eseguite in un audace stile di sintesi cubista di forme sovrapposte e contigue, hanno screditato tale giudizio e hanno affermato il valore duraturo della tecnica. 



EGON SCHIELE (1890, Tulln, Austria-Ungheria (Austria) - 1918, Vienna): Ritratto di Johann Harms, 1916, Olio e cera su tela, 141 x 110,8 cm - New York, Museo Solomon R. Guggenheim

INV. N. 1928



OSKAR KOKOSCHKA (1886; Pöchlarn, Austria - 1980; Montreux, Switzerland): Cavaliere errante, 1915, Olio su tela, 89,5 x 180 cm - New York, Museo Solomon R. Guggenheim

INV. N. 1927



MAX BECKMANN (1884, Lipsia, Germania - 1950, New York): Società di Parigi, 1931, Olio su tela, 109,2 x 175,6 cm - New York, Museo Solomon R. Guggenheim

INV. N. 1926


La società di Parigi (Gesellschaft Paris, 1931) è il ritratto che Max Beckmann fa di emigranti, aristocratici, uomini d'affari e intellettuali impegnati in una festa dissimulata alla vigilia del Terzo Reich. Beckmann ha dipinto il lavoro su un invito dell'ambasciata tedesca a Parigi.





GEORGES SEURAT (Parigi, 1859 - 1891): Contadino che zappa, 1882, Olio su tela, 46.3 x 56.1 cm - New York, Museo Solomon R. Suggenheim

INV. N. 1925



domenica 17 settembre 2017

JAN VAN EYCK (*) (Maaseik, 1390 circa – Bruges, giugno 1441): Le tre Marie al sepolcro, 1425-1435 ca., Olio su tavola - Museum Boijmans Van Beuningen, Rotterdam (NL)

INV. N. 1918


(*) L'opera potrebbe essere stata eseguita a due mani, ovvero con il fratello Hubert van Eyck. Ma ci sono diverce incertezze sull'attribuzione. Secondo alcuni l'opera sarebbe addirittura tutta del fratello Hubert. Ma l'opinione più diffusa la attribuisce a Jan.