giovedì 22 novembre 2018

SEBASTIANO RICCI (1659, Belluno - 1734, Venezia): Hagar e Ismaele salvati dall'Angelo, 1727-1728, Olio su tela, 153,3 x 133 cm - Birmingham Museum of Art - Birmingham, Alabama

INV. N. 2200


RicciSebastiano. - Pittore (Belluno 1659 - Venezia 1734). Attivo nei principali centri artistici italiani ed europei, in particolare a Venezia, inaugurò un tipo di pittura chiara e luminosa, dall'impianto compositivo scenografico, basata su P. Veronese e sugli esempi del barocco maturo (L. Giordano), che ebbe grande influsso sullo sviluppo dell'arte veneta del Settecento.

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Cenni biografici su Sebastiano Ricci
(Fonte: Enciclopedia Treccani online)


mercoledì 21 novembre 2018

SEBASTIANO RICCI (1659, Belluno - 1734, Venezia): Adorazione dei Magi, 1726, Olio su tela, 325.5 × 291.5 cm - Londra, Reale Collezione d'Arte

INV. N. 2199


RicciSebastiano. - Pittore (Belluno 1659 - Venezia 1734). Attivo nei principali centri artistici italiani ed europei, in particolare a Venezia, inaugurò un tipo di pittura chiara e luminosa, dall'impianto compositivo scenografico, basata su P. Veronese e sugli esempi del barocco maturo (L. Giordano), che ebbe grande influsso sullo sviluppo dell'arte veneta del Settecento.

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Cenni biografici su Sebastiano Ricci
(Fonte: Enciclopedia Treccani online)


SEBASTIANO RICCI (1659, Belluno - 1734, Venezia): Baccanale in onore di Pan, 1716, Olio su tela, 84 x 100 cm - Venezia, Gallerie dell'Accademia

INV. N. 2198


RicciSebastiano. - Pittore (Belluno 1659 - Venezia 1734). Attivo nei principali centri artistici italiani ed europei, in particolare a Venezia, inaugurò un tipo di pittura chiara e luminosa, dall'impianto compositivo scenografico, basata su P. Veronese e sugli esempi del barocco maturo (L. Giordano), che ebbe grande influsso sullo sviluppo dell'arte veneta del Settecento.

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Cenni biografici su Sebastiano Ricci
(Fonte: Enciclopedia Treccani online)




venerdì 16 novembre 2018

LOTTO, Lorenzo (1480, Venezia - 1556, Loreto, Ancona): Pietà, 1545, Olio su tela, 185 x 150 cm - Pinacoteca di Brera, Milan

INV. N. 2197


EL GRECO, Dominikos Theotokopoulos (1541, Candia - 1614, Toledo): Pietà, c. 1575, Olio su tela, 66 x 48 cm - The Hispanic Society of America, New York

INV. N. 2196

Questa Pietà è una variante della versione di Filadelfia, in cui sono in parte modificati la scala cromatica dei colori e il paesaggio. Questa Pietà rappresenta un passo importante verso lo stile maturo di El Greco, reso possibile dall'esperienza acquisita dell'arte veneta e romana rinascimentale, che lo fece allontanare dai valori artistici del suo patrimonio provinciale post-bizantino.



lunedì 12 novembre 2018

EMILE BERNARD (Lilla, 28 aprile 1868 – Parigi, 16 aprile 1941): Natura morta con mele e piatti da frutta, 1892, Olio su cartone, 82,2 x 115,9 cm - Collezione ignota

INV. N. 2193



EMILE BERNARD (Lilla, 28 aprile 1868 – Parigi, 16 aprile 1941): Pont-Aven visto dal Bois d'Amour, 1892, Olio su tela - Indianapolis, Museum of Art

INV. N. 2192/a




ALBERT ANKER Pittore svizzero, definito il "pittore nazionale" per l'aderenza dei suoi dipinti alla realtà della vita in Svizzera. (Anet, 1831 – 1910): Il bevitore, 1868, Olio su tela - Collezione ignota

INV. N. 2192



ALBERT ANKER Pittore svizzero, definito il "pittore nazionale" per l'aderenza dei suoi dipinti alla realtà della vita in Svizzera. (Anet, 1831 – 1910): Il nonno che racconta una storia, 1884, Olio su tela - Collezione ignota

INV. N. 2191



ALBERT ANKER Pittore svizzero, definito il "pittore nazionale" per l'aderenza dei suoi dipinti alla realtà della vita in Svizzera. (Anet, 1831 – 1910): Ragazzo che scrive e la sorella (*), 1875, Olio su tela, 114.3 × 147.3 cm - Collezione privata

INV. N. 2190


Anker Albert. - Pittore (Anet, Berna, 1831 - ivi 1910). Studiò a Parigi con C. Gleyre. È il più noto pittore svizzero di scene di genere - ispirate all'infanzia o alla vita di villaggio - spesso apprezzabili, al di là del loro significato aneddotico, per sincera qualità pittorica.
(Fonte: Enciclopedia Treccani online)

(*) Ne esiste una seconda versione pressoché identica nel soggetto, ma diversa nelle sfumature di colore. Sono entrambe del 1875. La potete ammirare qui.




domenica 4 novembre 2018

DE HEEM, Jan Davidsz (1606, Utrecht - 1684, Anversa): Natura morta con libri, 1628 Olio su tavola, 36 x 46 cm - Mauritshuis, L'Aia (Olanda)

INV. N. 2188



AELST, Willem van (1627, Delft - ca. 1683, Amsterdam): Natura morta con frutta, c. 1660, Olio su tela, 47 x 52 cm - Collezione privata

INV. N. 2187



PYOTR KONCHALOVSKY (1876, Slavianka, Ukraina - 1956, Mosca): Giardiniere, 1908, Olio su tela, 81 x 65,3 cm - Collezione ignota

INV. N. 2186



PYOTR KONCHALOVSKY (1876, Slavianka, Ukraina - 1956, Mosca): Natura morta con fiori e frutta, 1910, Olio su tela, 65 x 80 cm - Collezione ignota.

INV. N. 2185



PYOTR KONCHALOVSKY (1876, Slavianka, Ukraina - 1956, Mosca): Veduta di Cassis dalla finestra, 1913, Olio su tela, 82 x 100 cm - Collezione ignota

INV. N. 2184


Končalovskij, Pëtr Petrovič. - Pittore russo (Mosca 1876 - ivi 1956). Completò la sua formazione a Parigi (1897-98); fu tra gli organizzatori nel 1910 della mostra Bubnovyj Valet ("Fante di quadri") e del sodalizio omonimo, mantenendo una forte adesione ai modi di Cézanne. È autore di nature morte, di quadri a soggetto e soprattutto di paesaggi e ritratti, caratterizzati da una vivida scala cromatica. Opere nel Museo Russo di San Pietroburgo e nella galleria Tret´jakov di Mosca. 

(Fonte: Enciclopedia Treccani)




martedì 16 ottobre 2018

OGGETTISTICA D'ARTE PREZIOSA: La Cassetta Farnese di Capodimonte, 1543-1562, Argento dorato e cesellato, con bassorilievi con lapislazzuli e cristalli di rocca incisi. - Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte

INV. N. 2182

UN CAPOLAVORO DELL'ARTE DI TUTTI I TEMPI

La Cassetta Farnese di Capodimonte

Capolavoro di arte orafa, questo preziosissimo ed elegantissimo scrigno d'argento dorato, riccamente ornato di cesellature e piccoli bassorilievi con lapislazzuli e cristalli di rocca incisi, è stato realizzato tra il 1543 e il 1561 dall'argentiere fiorentino Manno di Bastiano Sbarri, allievo di Benvenuto Cellini, e da una serie di collaboratori attivi a Roma nel quinto decennio del Cinquecento. 
L'altissimo livello qualitativo dell'opera è, tra l'altro, testimoniato dal fatto che per i disegni di alcune scene, incise su cristallo di rocca da Giovanni Bernardi da Castel Bolognese, fu chiamato Perin del Vaga, allievo a Firenze di Ridolfo del Ghirlandaio, e a Roma collaboratore di Raffaello.
Solo un personaggio di altissimo prestigio poteva impegnare artisti così importanti: il committente della preziosa Cassetta fu infatti il cardinale Alessandro Farnese, soprannominato dai suoi contemporanei il "Gran Cardinale".