venerdì 13 maggio 2016

OGGETTI D'ARTE - Tesoro dei Medici: Versatoio in madreperla (due Nautili incisi) e argento dorato e inciso, XVI sec., manifattura cinese e fiamminga - Location: Museo degli Argenti, Palazzo Pitti, Firenze

INV. N. 1429


Il Tesoro dei Medici - n. 8

Versatoio





OGGETTI D'ARTE: Tesoro dei Medici, Giovan Battista FOGGINI (Firenze, 1652-1725): "Crocifissione", 1677, Bronzo a patina scura con riflessi dorati, 78,5 x 52,1 cm - Location: Museo degli Argenti, Palazzo Pitti, Firenze

INV. N. 1428


Il Tesoro dei Medici - n. 7

Rilievo in bronzo raffigurante la "Crocifissione"


Il rilievo fu eseguito nel 1677 su commissione di Cosimo III che volle un pendant al rilievo della Natività dello stesso Foggini, dettando all'artista la composizione della Crocifissione "col Salvatore vivo nella croce in atto di spirare et in aspetto il più compassionevole che si potesse, e sopra la croce l'Eterno Padre in atto di assisterlo e confortarlo e a pié della croce la Vergine languente, di buon rilievo, con qualche altra figura o delle Marie o del San Giovanni, poco alzata, sì che il principale oggetto fosse il Salvatore o la Madre."
La figura del Padre Eterno deriva dalla tradizione Algardi/Cortona e il tipo del Cristo dal Cristo vivo modellato dal Ferrata su disegni di Bernini per i crocifissi in San Pietro. Una copia in avorio con varianti è nei Musei Vaticani.



martedì 10 maggio 2016

OGGETTI D'ARTE: Giovan Battista FOGGINI, Stipo dell'Elettore Palatino, 1709, Ebano, pietre dure e bronzo dorato - Location: Museo degli Argenti, Palazzo Pitti, Firenze

INV. N. 1425


Il Tesoro dei Medici - n. 5

Stipo dell'Elettore Palatino


Stipo in ebano con pannelli ornati da rilievi di pietre dure e ornamenti di bronzo dorato con applicati frutti in pietre dure; nella nicchia centrale è raffigurato l'Elettore Palatino Johann Wilhelm von Pfalz-Neuburg sovrastato da due figure giacenti in bronzo dorato e dallo stemma dei Medici e del Palatinato; gli sportelli laterali inferiori celano armadietti con specchi e con cerchi di putti danzanti in bronzo dorato; gli sportelli superiori celano cassettini con grottesche di madreperla. Sono presenti anche diversi cassetti nel plinto.

Lo stipo fu eseguito nelle botteghe granducali da un disegno di Giovan Battista Foggini. Nei documenti viene detto specificatamente che al Foggini erano dovute la statua dell'Elettore e tutte le altre figure. Lo stipo fu inviato a Dusseldorf da Cosimo III in dono a Anna Maria Luisa, la quale, in una lettera a suo fratello Ferdinando nel 1710, espresse il suo compiacimento per il bel dono ricevuto dal padre. Lo stipo tornò con lei a Firenze nel 1717, insieme agli altri suoi possessi personali, e da allora è stato sempre conservato in Palazzo Pitti. Questo stipo segna l'apice dell'artigianato fiorentino nel settore dell'ebanisteria, ed è tipico esempio dello stile della corte granducale sotto la direzione del Foggini.
(fonte: sito web Tesoro dei Medici) 



MUSEO DEGLI ARGENTI (o del Tesoro Granducale), Sale di rappresentanza di quello che un tempo era l'Appartamento d'Estate dei Granduchi di Toscana a Palazzo Pitti, Firenze

INV. N. 1424


Museo degli Argenti di Palazzo Pitti

"La storia del Museo degli Argenti è legata alla storia dei Medici, delle loro collezioni e degli artisti destinati a fare di questa sede e del tesoro in essa raccolto uno dei musei di arti decorative più prestigiosi e più ricchi d'Europa.
Costituito da venticinque sale, il museo occupa l'ala sinistra di Palazzo Pitti, aggiunta nel corso del Seicento all'antico nucleo quattrocentesco e usata come Appartamento d'Estate dei granduchi; le sale che si affdacciano su piazza Pitti, un tempo adibite a sale di rappresentanza, presentano magnifici affreschi che celebrano il mecenatismo dei Medici, mentre quelle sul retro, che gli occupanti del palazzo dedicarono alla vita privata, non furono decorate: oggi contengono le collezioni di oggetti preziosi. Il mezzanino affrescato da vai artisti del Seicento, è riservato alle collezioni lorenesi, alle gemme, ai gioielli e alle curiosità esotiche." (fonte Marco Chiarini/Marilena Mosco: Guida ufficiale di Palazzo Pitti, Ed. Sillabe, 2001)
Fra gli artisti che hanno preso parte alla decorazione delle sale sono da ricordare Giovanni da San Giovanni, Cecco Bravo, Ottavio Vannini e Francesco Furini (Salone di Giovanni da San Giovanni, foto 1-2-3-11), Angelo Michele Colonna e Agostino Mitelli (Sala dell'Udienza Pubblica, foto 4 e 5 - Sala dell'Udienza Privata, foto 6 e 7 - Terza Sala dell'udienza, foto 8-9-10)

















domenica 8 maggio 2016

OGGETTI D'ARTE: Tesoro dei Medici, "Fiasca" in diaspro, sardonica, perle, rubini, oro, smalto e metallo dorato, ante 1559, 28 x 24 cm. - Location: Museo degli Argenti, Palazzo Pitti, Firenze

INV. N. 1422



Il Tesoro dei Medici - n. 3

Fiasca in diaspro e oro





OGGETTI D'ARTE: Bottega dei Saracchi, Vaso in cristallo (Trofeo da tavola), 1550 - 1599, sec. XVI, seconda metà; smalto; cristallo di rocca/ incisione; oro/ incisione/ cesellatura; argento/ doratura; h. 31,5 cm _ Location: Museo degli Argenti, Palazzo Pitti, Firenze

INV. N. 1421


Il Tesoro dei Medici - n. 2

Trofeo da tavola


Vaso di cristallo di rocca a forma di uccello. Sul coperchio è intagliato a rilievo il dorso dell'animale e vi sono applicate le ali, terminanti con goccie di cristallo pendenti. La bocca del vaso è bordata d'oro smaltato, ed anche il collo dell'animale, le ali e la coda, sono congiunte al corpo da fascette d'oro. Sulle pareti della tazza sono incise due scene di caccia, al lupo e al cinghiale. Poggia su sostegno congiunto al vaso e al piede da due nodi d'oro smaltato. Il vaso probabilmente giunse a Firenze nel 1589, in occasione del matrimonio di Ferdinando I de' Medici con Cristina di Lorena, insieme a vari altri oggetti di cristallo mandati dalla bottega milanese dei Saracchi. 







lunedì 2 maggio 2016

LORENZO GHIBERTI (Pelago, 1378 – Firenze, 1º dicembre 1455): Porta del Paradiso (per il Battistero di Firenze), 1425-1452, bronzo dorato, 599 x 462 cm - Location: La porta originale oggi si trova nel Museo dell'Opera del Duomo di Firenze. Al Battistero c'è una copia moderna.

INV. N. 1415



La Porta del Paradiso di Lorenzo Ghiberti

Commissionata nel 1425 dalla ricca corporazione di Calimala a Lorenzo Ghiberti, e allestita all'ingresso orientale del Battistero nel 1452, la Porta del Paradiso fu la terza e ultima delle porte bronzee realizzate per San Giovanni. Illustra episodi biblici che vanno dalla creazione dell'uomo e della donna per arrivare alla fine della prima Età del ferro: a Salomone, figlio del re Davide, che regnò su Giuda e Israele dal 970 al 931 a.C. Le dieci formelle disposte sui battenti in cinque registri orizzontali sintetizzano grandi cicli narrativi dell'Antico Testamento in cui la teologia cristiana ha visto prefigurazioni di Cristo e della Chiesa: le storie di Adamo ed Eva, di Abele loro figlio ucciso da Caino suo fratello, di Noè salvato con la famiglia sulle acque del Diluvio, di Isacco risparmiato al padre Abramo, di Giacobbe preferito al gemello Esaù, di Giuseppe capace di perdonare i fratelli che lo avevano venduto come schiavo, di Mosè, al quale Dio consegnò i comandamenti, di Giosuè che introdusse il popolo eletto nella Terra Promessa, di Davide, l'uccisore di Golia, e di Salomone suo figlio, il costruttore del Tempio, onorato dalla regina di Saba. Nella posizione originale, questa porta, quando era aperta, lasciava vedere oltre queste storie una colossale immagine di Cristo nei mosaici all'interno del Battistero, a conferma del fatto che gli eventi illustrati rimandavano a Lui. 
Nei singoli rilievi della Porta, Ghiberti dà prova della propria maestria nell'uso di strumenti scultorei e pittorici allora nuovi: il rilievo sottilissimo (lo stiacciato), la prospettiva, le straordinarie innovazioni architettoniche del suo contemporaneo Filippo Brunelleschi. Inoltre sviluppa un metodo narrativo del tutto originale, non limitandosi a raccontafre solo il momento principale degli eventi ma abbinando più episodi in ogni formella, così da introdurre pienamente nella trama drammatica del racconto. Organizza gli episodi raffigurati nelle singole formelle secondo schemi sempre diversi. obbligando lo spettatore a decifrarne la sequenza, proprio come un regista cinematografico ricorre al flashback.
Ai bordi delle formelle, venti "statue" in piccole nicchie e quattro figure sdraiate rappresentano altri personaggi veterotestamentari, e in ventiquattro tondi appaiono teste similmente allusive ad esponenti biblici, ad eccezione delle due centrali sotto le formelle mediane, che ritraggono Lorenzo Ghiberti e suo figlio e assistente Vittorio. Nel bronzo nero del listello sotto la formella mediana a sinistra con le Storie di Giacobbe ed Esaù, l'artista identifica l'opera con il nome completo: [OPUS] LAVRENTII CIONIS DE GHIBERTIS. Mentre sotto la corrispondente formnella a destra cone le Storie di Giuseppe dà il proprio giudizio su questo che considerava il suo capolavoro: MIRA[BILE] ARTE FABRICATVM ("realizzato con arte meravigliosa").




Le quattro formelle in basso







N°ImgSoggettoSottosceneN°ImgSoggettoSottoscene
1Formella battistero 1 adamo e eva.JPGAdamo edEvaCreazione di Adamo
Creazione di Eva
Peccato originale
Cacciata dal paradiso terrestre
2Formella battistero 2 Caino e Abele.JPGCaino eAbele
3Formella battistero 3 Noè.JPGNoè4Formella battistero 4 Abramo 02.JPGAbramo
5Formella battistero 5 Isacco, Esaù e Giacobbe.JPGIsacco, Esaùe GiacobbeNascita di Esaù e Giacobbe
Esaù parte per la caccia salutato dal padre Isacco
Rebecca e Giacobbe ordiscono l'inganno con la pelle di agnello
Isacco benedice Giacobbe
6Formella battistero 6 Giuseppe.JPGGiuseppeGiuseppe gettato dai fratelli nel pozzo
Giuseppe venduto ai mercanti
Consegna di Giuseppe al faraone
Interpretazione del sogno del faraone
Il faraone rende onore a Giuseppe
Giacobbe manda i figli in Egitto per prendere il grano
Giuseppe riconosce i fratelli, li perdona e torna a casa dal padre
7Formella battistero 7 Mosè.JPGMosè8Porta del paradiso, Formella battistero 8 Giosuè.JPGGiosuè
9Formella battistero 9 Davide.JPGDavide10Porta del paradiso, Formella battistero 10 Salomone e la regina di Saba.JPGSalomone e la Regina di Saba
(Fonte per il dettaglio delle formelle: Wikipedia - Porta del Paradiso)

mercoledì 27 aprile 2016

AVERCAMP, Hendrick (1585, Amsterdam - 1634, Kampen): Scena invernale, 1610s, Olio su tavola, 24 x 31 cm - Location: Collezione privata

INV. N. 1414



Questo dipinto raffigura una scena invernale con un mulino a vento e con figure su un fiume ghiacciato. Ispirato dai dipinti del suo grande predecessore, Pieter Breugel il Vecchio e dei suoi seguaci fiamminghi, Avercamp ha scelto il paesaggio invernale come suo soggetto primario e lo ha trasformato in un genere olandese unico. 



AVERCAMP, Hendrick (1585, Amsterdam - 1634, Kampen): Scena sul ghiaccio, c. 1610, Olio su tavola, 36 x 71 cm - Location: Mauritshuis, The Hague

INV. N. 1413



Il dipinto raffigura un canale ghiacciato con molte persone che si diverteno. Ci sono pattinatori, slittini e la riproduzione di un gioco chiamato 'Golf', una specie di hockey su ghiaccio. A sinistra alcune persone sono cadute attraverso il ghiaccio, ma un aiuto è già sulla strada. E proprio di fronte al ponte, una donna è caduta sul ghiaccio, e la gonna rialzata rivela il suo sedere.


MUNCH, Edvard (1863; Ådalsbruk in Løten, Norway - 1944; Oslo, Norway): Due ragazze sotto un melo in fiore, 1905. olio su tela, 131 × 111 cm - Location: Museum Boijmans Van Beuningen, Rotterdam, olanda

INV. N. 1412




MUNCH, Edvard (1863; Ådalsbruk in Løten, Norway - 1944; Oslo, Norway): Taverna a St. Cloud, 1890; Stile: Espressionismo, pastello su carta, 64 x 48 cm - Località: Norske Selskab, Oslo, Norvegia

INV. N. 1411