INV. N. 1924
La Galleria dell'Arte nel Mondo, Roma, Italia (Europa) - The Art Gallery in the World - Rome, Italy (Europe)
sabato 30 settembre 2017
venerdì 29 settembre 2017
giovedì 28 settembre 2017
PICASSO Pablo (1881; Málaga, Spain - 1973; Mougins, France): Le Moulin de la Galette, autunno del 1900, Olio su tela, 88.2 x 115.5 cm - New York, Museo Solomon R. Guggenheim (dalla Collezione Thannhauser, regalo di Justin K. Thannhauser, nel 1978)
INV. N. 1920
Un Picasso diciannovenne, dopo 24 anni dalla celebre opera di Auguste Renoir, qui, dipinse a suo modo, ma ancora lontano dal suo stile cubista, questa versione di Le Moulin de la Galette.
Affascinante!
Un Picasso diciannovenne, dopo 24 anni dalla celebre opera di Auguste Renoir, qui, dipinse a suo modo, ma ancora lontano dal suo stile cubista, questa versione di Le Moulin de la Galette.
Affascinante!
lunedì 18 settembre 2017
domenica 17 settembre 2017
JAN VAN EYCK (*) (Maaseik, 1390 circa – Bruges, giugno 1441): Le tre Marie al sepolcro, 1425-1435 ca., Olio su tavola - Museum Boijmans Van Beuningen, Rotterdam (NL)
INV. N. 1918
(*) L'opera potrebbe essere stata eseguita a due mani, ovvero con il fratello Hubert van Eyck. Ma ci sono diverce incertezze sull'attribuzione. Secondo alcuni l'opera sarebbe addirittura tutta del fratello Hubert. Ma l'opinione più diffusa la attribuisce a Jan.
(*) L'opera potrebbe essere stata eseguita a due mani, ovvero con il fratello Hubert van Eyck. Ma ci sono diverce incertezze sull'attribuzione. Secondo alcuni l'opera sarebbe addirittura tutta del fratello Hubert. Ma l'opinione più diffusa la attribuisce a Jan.
mercoledì 13 settembre 2017
lunedì 11 settembre 2017
sabato 9 settembre 2017
giovedì 7 settembre 2017
CHARLES HENRI JOSEPH LEICKERT - Pittore belga, disegnatore, incisore e litografo, attivo prevalentemente in Olanda tra L'Aia e Amsterdam, e sul finire della carriera a Mainz in Germania dove morì. (Bruxelles, 22 Settembre 1816 - Mainz, 5 dicembre 1907): Paesaggio invernale olandese, firmato e datato in basso a destra (18) "65", Olio su tela, 95 x 152,5 cm. .- Collezione ignota
CHARLES HENRI JOSEPH LEICKERT - Pittore belga, disegnatore, incisore e litografo, attivo prevalentemente in Olanda tra L'Aia e Amsterdam, e sul finire della carriera a Mainz in Germania dove morì. (Bruxelles, 22 Settembre 1816 - Mainz, 5 dicembre 1907): Figure in un paesaggio fluviale, data ignota, olio su tela - Collezione ignota
CHARLES HENRI JOSEPH LEICKERT - Pittore belga, disegnatore, incisore e litografo, attivo prevalentemente in Olanda tra L'Aia e Amsterdam, e sul finire della carriera a Mainz in Germania dove morì. (Bruxelles, 22 Settembre 1816 - Mainz, 5 dicembre 1907): Paesaggio urbano, 1856, Olio su tela, 87 x 119 cm - San Pietroburgo, The Hermitage Museum
lunedì 4 settembre 2017
mercoledì 30 agosto 2017
PORCELLANE - Manifatture Europee: Porcellane di Nove - Manifattura Antonibon, "Conversazione galante" o "Riposo durante la caccia", 1782-1802, porcellana bianca - Venezia, Museo della Fondazione Querini Stampalia
INV. N. 1909
Per notizie sulle porcellane di Nove e sulla manifattura degli Antonibon vedasi a questo link: Dizionario Biografico Treccani degli Italiani - Volume 3 (1961)
Per notizie sulle porcellane di Nove e sulla manifattura degli Antonibon vedasi a questo link: Dizionario Biografico Treccani degli Italiani - Volume 3 (1961)
PORCELLANE - Manifatture Europee: Porcellane di Nove - Manifattura Antonibon, "Conversazione galante" o "Riposo durante la caccia", 1782-1802, porcellana bianca - Venezia, Museo della Fondazione Querini Stampalia
INV. N. 1908
Per notizie sulle porcellane di Nove e sulla manifattura degli Antonibon vedasi a questo link: Dizionario Biografico Treccani degli Italiani - Volume 3 (1961)
Per notizie sulle porcellane di Nove e sulla manifattura degli Antonibon vedasi a questo link: Dizionario Biografico Treccani degli Italiani - Volume 3 (1961)
PORCELLANE - Manifatture Europee: Porcellane di Nove - Manifattura Antonibon, "Conversazione galante" o "Riposo durante la caccia", 1782-1802, porcellana bianca - Venezia, Museo della Fondazione Querini Stampalia
INV. N. 1907
(fonte: Giovanni Mariacher - Treccani - Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 3 (1961)
mercoledì 23 agosto 2017
PORCELLANE (Manifatture europee): Manifattura di Meissen, Tazza da puerpera con coperchio e piattino, porcellana lavorata e decorata a mano con motivi floreali, 1735 ca. - Venezia, Museo della Fondazione Querini Stampalia
INV. N. 1906
Le tazze da puerpera erano piccoli oggetti che un’antica tradizione destinava a contenere un brodo ristoratore per le nuove madri.
Le tazze da puerpera erano piccoli oggetti che un’antica tradizione destinava a contenere un brodo ristoratore per le nuove madri.
PORCELLANE (Manifatture europee): Manifettura di MEISSEN, L’amante scoperto, gruppo in porcellana lavorata e decorata a mano, seconda metà '800. Modello di J. J. Kaendler (1771 - Venezia, Museo della Fondazione Querini Stampalia
INV. N. 1905
Questo delizioso gruppo in pocellana è stato realizzato dalla Manifattura di Porcellane di Meissen sul modello del suo più celebre modellatore, Johann Joachim Kändler (15 giugno 1706 - 18 maggio 1775). L’opera rivela uno spirito ironico e lievemente burlesco, caratteristica dello scultore.
martedì 22 agosto 2017
GIACOMO NEGRETTI detto PALMA IL GIOVANE - Pittore italiano, nipote di Jacopo Negretti detto Palma il Vecchio, suo prozio. (Venezia, 1548/1550 – 14 ottobre 1628): Sagrestia della Chiesa di Santa Maria Assunta dei Gesuiti, Venezia
INV. N. 1904
Giacomo Negretti detto Palma il Giovane
Caduta della manna
(Rosone centrale del soffitto della Sagrestia)
David riceve dal sacerdote Achimelec i pani offerti nel santuario
(Riquadro di destra)
Elia nutrito dall'angelo
(Riquadro di sinistra)
lunedì 21 agosto 2017
domenica 9 luglio 2017
ARTE DELLA FOTOGRAFIA: Massimo CUOMO, Biblioteca Nazionale Austriaca, 1723 - 1737 - Vienna, Austria
INV. N. 1900
Fondata a metà del XV secolo dagli Asburgo come biblioteca di Corte (Hofbibliothek) era nota come "Biblioteca imperiale di Vienna" fino al 1920.
L'edificio odierno venne eretto su progetto di Johann Bernhard Fischer von Erlach dal figlio Joseph Emanuel, tra il 1723 e il 1737.
Biblioteca Nazionale Austriaca
Vienna, Austria
Massimo Cuomo Fotografo
L'edificio odierno venne eretto su progetto di Johann Bernhard Fischer von Erlach dal figlio Joseph Emanuel, tra il 1723 e il 1737.
mercoledì 5 luglio 2017
domenica 2 luglio 2017
OGGETTI D'ARTE: Domenico Montini (Siena, doc. 1600 - 1654): Tabernacolo, 1619, Bronzo dorato, argento e pietre dure - Collezione reale di Filippo IV, Patrimonio Nazionale, Monastero reale di San Lorenzo dell'Escorial, Madrid
INV. N. 1897
Domenico Montini (Siena, doc. 1600 - 1654)
"Tabernacolo"
Domenico Montini (Siena, doc. 1600 - 1654)
"Tabernacolo"
Le sontueose opere in marmo commesso realizzate nell'Opificio delle pietre dure di Firenze, fondato di Ferdinando I de' Medici nel 1588, raggiungevano una qualità unica ed erano apprezzate in tutta Europa. Le incrostazioni di marmi rari in questo tabernacolo - realizzato dall'orafo sense in soli nove mesi, come sottolinea con orgoglio l'iscrizione in italiano posta sul gradino della porticina centrale - provengono da Firenze, giacché solo le botteghe granducali disponevano di artigiani specializzati nella realizzazione di lavori simili.
DUCCIO di BUONINSEGNA (Siena, ca. 1255 - 1319): "Vetrata con raffigurazione della Incoronazione, della Assunzione e della Morte della Vergine", c. 1287/1288, Vetro dipinto a grisaglia, diametro cm. 700 - Cattedrale di Siena, conservato nel Museo dell'Opera, Siena
INV. N. 1896
La Vetrata del Duomo di Siena fu disegnata da Duccio di Buoninsegna, finalizzata da maestri vetrai non identificati e poi dipinta a grisaglia dallo stesso Duccio. Realizzata per coprire il grosso oculo di 5,6 m di diametro che è posto in alto nell'abside del Duomo di Siena, la vetrata è stata recentemente restaurata e posta nel vicino Museo dell'Opera del Duomo (nel Duomo è stata posta una copia). È l'unica opera di questo tipo di Duccio di Buoninsegna, nonché una delle poche vetrate realizzate da maestri di scuola senese. Databile dalla documentazione scritta al 1287-1288 è una delle tre opere di Duccio databile con certezza e quindi molto importante per definire il percorso artistico del pittore.
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