lunedì 6 gennaio 2014

I PERSONAGGI DI VINCENT VAN GOGH: "Ritratto di Armand Roulin", 1888 - Museum Folkwang, Essen, Germania

Uno dei Van Gogh miei preferiti: la bellezza del volto che l'artista è riuscito a disegnare è stupefacente, l'intensità dello sguardo, pensoso, oltre chi guarda, la bocca carnosa e ben delineata, i baffetti sottili, le lunghe basette, tutto ci parla di un giovane uomo dall'aspetto gentile, curato, un giovin signore di campagna! Tutto ciò nonostante il tratto "grezzo" della pennellata di Van Gogh. Di uno giovane uomo così ci si può innamorare!

Olio su tela, 65 x 54 cm

AMEDEO MODIGLIANI: "Ritratto di ragazza dai capelli rossi (Jeanne Hébuterne)", 1918 - Collezione privata Jonas Netter

Olio su tela, 46 x 29 cm

AMEDEO MODIGLIANI: "Bambina in abito azzurro", 1918 - Collezione privata Jonas Netter

Olio su tela, 113 x 73 cm

JAMES JACQUES JOSEPH TISSOT (1836 - 1902): "La convalescente", 1876 ca. - City of Manchester Art Galleries, Manchester, UK


I PERSONAGGI DI VINCENT VAN GOGH: Il postino Joseph-Etienne Roulin

Van Gogh ha ritratto diverse volte il postino Joseph-Etienne Roulin e qui vi propongo due di questi dipinti: il primo è un Ritratto a figura intera, del 1888, tutto giocato sui toni dell'azzurro, conservato al Museum of Fine Arts di Boston (MA - USA) e il secondo un Ritratto a mezzo busto, del 1889, dove ritroviamo il suo "giallo" stupefacente sulla parete che fa da sfondo all'immagine, peraltro arricchita di decori fantasiosi multicolori, e nei grandi baffi, che è conservato in una Collezione privata




domenica 5 gennaio 2014

AMEDEO MODIGLIANI: "Elvira con colletto bianco", 1918 - Collezione privata

Olio su tela, 92 x 65 cm

WASSILY KANDINSKY: "Vista di Marnau con la ferrovia e il castello", 1909 - Städtische Galerie im Lenbachhaus, Munaco, Germania

Olio su cartone, 36 x 49 cm

WASSILY KANDINSKY: "Centro storico", 1902 - Musée National d'Art Moderne, Centre Georges Pompidou, Parigi

Olio su tela, 52 x 78,2 cm

UGOLINO DI VIERI (Siena, XIV secolo – ...): "Reliquiario del Corporale di Bolsena", 1337-1338, oro, argento e smalto traslucido - altezza 139 cm - Duomo, Orvieto, Italia

Il Reliquiario del Corporale di Bolsena è un capolavoro dell'oreficeria medievale conservato nel Duomo di Orvieto. Venne realizzato dall'orefice senese Ugolino di Vieri per conservare i lini liturgici che vennero miracolosamente bagnati dal sangue scaturito da un'ostia consacrata, durante la messa celebrata da uno scettico sacerdote boemo a Bolsena nella tarda estate del 1263 (o 1264). Il grande reliquiario è realizzzato in oro, argento e smalto traslucido ed è alto 139 cm. 
Si tratta di un'opera di altissimo pregio artistico, che rappresenta l'opera più famosa dell'oreficeria senese del XIV secolo, nella cui scuola venne applicata per la prima volta la tecnica degli smalti translucidi dipinti. Inoltre era una novità per l'Italia l'idea nordeuropea di costruire una complessa architettura gotica in miniatura: esso rappresenta infatti la facciata del Duomo di Orvieto, tripartita e con i timpani più acuti che nella realtà; inoltre vi svettano una serie di pinnacoli sormontati da statuette dorate, un dettaglio che non fa parte dell'architettura italiana ma transalpina e che dimostra gli scambi tra le diverse culture, che proprio tramite le opere di oreficeria avevano un veicolo privilegiato. Altre statuine a tutto tondo si trovano alla base del reliquiario.


FRANCESCO XANTO AVELLI (Italian maiolica painter - ca. 1487, Rovigo - ca. 1542, Urbino): "Piatto raffigurante il 'Ratto di Elena' " (La scena mitologica è tratta da Raffaello attraverso Marcantonio Raimondi), 1537, Maiolica, diametro 44 cm - Museo del Louvre, Parigi


LUCIAN FREUD: "Cassa di mele nel Galles", 1939 - "Narcisi e sedano", 1947-1948

Due sorprendenti e insospettabili dipinti di Lucien Freud!

 "Cassa di mele nel Galles", 1939


"Narcisi e sedano", 1947-1948 

LUCIAN FREUD (8 December 1922; Berlino - 20 July 2011; Londra): "Ragazza con un cane bianco", 1951-1952 ca. - Tate Gallery, Londra

Olio su tela

EDVARD MUNCH: "Primavera", 1889, Olio su tela, 169,5 x 263,5 cm - Location: The National Museum of Art, Architecture and Design - Oslo



Uno straordinario Munch, lontano dai toni cupi e pessimistici dei suoi lavori più celebri! La finestra invasa dal sole, autentica protagonista della scena (la Primavera del titolo è proprio la intensa luminosità che viene dalla luce della finestra) dà al dipinto un senso di serena pace e di attesa piena di speranza di vivere. La ragazza e la donna sedute davanti ad essa infatti sembrano voler trarre proprio da quella luce così intensa linfa vitale per le loro esistenze.




Olio su tela, 169 x 263,5 cm

EDVARD MUNCH: "Giorno di primavera in Karl Johan Street", 1890 - Bergen Billedgalleri, Bergen, Norvegia

Un bellissimo dipinto di Munch risalente al suo periodo impressionista.

Olio su tela, 80 x 100 cm

GUSTAVE DORE' (6 January 1832; Strasburgo - 23 January 1883; Parigi): "Andromeda", 1869 -

Olio su tela, 172,7 x 256,5 cm

DOMENICHINO, Domenico Zampieri (1581, Bologna - 1641, Napoli): "Sibilla", 1616-1617 - Galleria Borghese, Roma

Olio su tela, 123 x 89 cm

GENTILE DA FABRIANO (Fabriano Marche, ca. 1370 - Roma, 1427): "Pala Strozzi o dell'Adorazione dei Magi", 1423 - Galleria degli Uffizi, Firenze

Questa famosa pala d'altare venne commissionata a Gentile da Noferi Strozzi, donde il nome di Pala Strozzi, per la cappella di famiglia nella chiesa di Santa Trinita a Firenze. La ricchezza e la cultura del donatore si riflettono nell'uso abbondante di oro e nello sfarzo del corteo dei Magi, tra cui anche animali esotici come leopardi e scimmie. Se nel pannello principale di questo quadro, dove è appunto raffigurata una Adorazione dei Magi, emerge chiaramente la persistenza del gotico internazionale all'inizio del XV secolo, i pannelli della predella, dove sono raffigurati la Natività, il Riposo durante la fuga in Egitto e la Presentazione al Tempio, sono invece in anticipo sui tempi, come dimostra una delle innovazioni fondamentali dell'arte rinascimentale: l'azzurro del cielo al posto del tradizionale fondo oro. 

Particolare del pannello principale raffigurante l' "Adorazione dei magi"


La Pala Strozzi nella sua interezza
Tempera su legno, 300 x 282 cm

venerdì 3 gennaio 2014

VINCENT VAN GOGH: "Natura morta", Primavera 1887 - Von der Heydt-Museum, Wuppertal, Germania

Nota:
Notare la ciotola in ceramica con decori azzurrini: è indiscutibilmente una stoviglia di uso corrente, come dimostrano le scorticature dello smalto sul bordo, che lasciano intravedere il colore della terracotta, e come un po' tutto il colore smorto della ciotola. Gli stessi fiori nel vaso al centro, sembrano fiori ormai diventati secchi! E la prima mela a sinistra che appare avvizzita, come lo sono tutte quelle che cominciano lentamente a marcire! Una Natura morta basata evidentemente sulla quotidianità dell'artista. 


Olio su tela

JAN VAN EYCK: "Vergine in trono col Bambino" (dal Trittico della Vergine col Bambino, S. Michele, S. Caterina e un donatore), 1437 - Gemäldegalerie Alte Meister, Dresda, Germania

Note:
Osservate il meraviglioso lavoro di "cesello" con cui Van Eyck ha realizzato i capitelli delle colonne della chiesa, le statue sopra di esse, le vetrate istoriate che si scorgono al di sopra del "trono" e la decorazione stessa del "trono"! E non tralasciate il pavimento e il tappeto. La sublimazione della perfezione!

Olio su tavola, 33,1 x 27,5 cm

LORENZO E JACOPO SALIMBENI (San Severino Marche, Lorenzo: 1374 – prima del 1420 - Jacopo: deceduto dopo il 1427): Afffreschi nell'Oratorio di San Giovanni Battista a Urbino, Marche, Italy

"L’Oratorio di San Giovanni, è uno dei monumenti più illustri della città di Urbino e grazie alla decorazione pittorica quattrocentesca delle sue pareti ad opera dei fratelli Lorenzo e Jacopo Salimbeni, rappresenta una delle realizzazioni più riuscite del gotico internazionale di tutta la regione Marche.
La struttura risale al 1365 e ospitò in origine un ospedale per i pellegrini, gli infermi e i penitenti come il Beato Pietro Spagnoli i cui resti furono tumulati sotto l’altare maggiore.
La chiesa conserva la struttura originaria con il soffitto ligneo a carena di nave, mentre la facciata restaurata nel 1900 è ad opera del progettista Diomede Catalucci.
Il suo interno è stato decorato dai fratelli Salimbeni da San Severino nei primi anni del 1400; la qualità degliaffreschi colpisce per la tecnica pittorica, la raffinatezza nell’uso dei colori e la minuziosa cura dei dettagli.
Il ciclo pittorico illustra Scene della Vita di San Giovanni Battista e una sconvolgente Crocifissione che occupa tutta la parete absidale.
Al virtuosismo pittorico e alla finezza cromatica, si accosta l’utilizzo di intarsi e applicazioni di madreperla e altri materiali pregiati, a conferire una ulteriore preziosità alle pitture parietali." (fonte sito Terre di Urbino - http://www.terrediurbino.it/urbino/chiese-e-oratori/oratorio-di-san-giovanni.aspx?entityId=1656#subcontent)









giovedì 2 gennaio 2014

JAN VAN EYCK (Maaseik, 1390 circa – Bruges, giugno 1441): "Ritratto di uomo con turbante rosso", 1433 - National Gallery, Londra

Il Ritratto di uomo con turbante rosso è forse un autoritratto di Van Eyck. Piuttosto diffusa è questa ipotesi, ma nessuna prova esiste al riguardo. Tra gli argomenti più spesso citati a favore di questa ipotesi vi è la circostanza che sia nel ritratto dei coniugi Arnolfini che nella madonna del canonico Van der Paele, Van Eyck ha raffigurato il riflesso di se stesso (nel primo caso in uno specchio, nel secondo sulla superficie di uno scudo) con un copricapo rosso. Di qui l’ipotesi che il maestro prediligesse questo indumento e lo abbia indossato anche in occasione del proprio autoritratto.

Olio su tavola, 25,5 cm × 19 cm 

JAN VAN EYCK (Maaseik, 1390 circa – Bruges, giugno 1441): "Annunciazione", 1434-1436 c. - National Gallery of Art, Washington, DC

Ripropongo il dettaglio delle due figure della "Annunciazione" di cui all'immagine precedente, l'Angelo e la Madonna, per invitarvi a soffermarvi sullo splendore eccezionale delle vesti, l'azzurro intensissimo e brillante della veste della Madonna, ottenuto impastando la polvere di lapislazzuli, e quelle dell'Angelo dove il pittore si è superato. Osservate quale ricchezza hanno i tessuti sia della veste che del mantello dell'Angelo, la bordura e il fermaglio di chiusura del mantello stesso, tempestati di perle e pietre preziose, così come la corona! Incredibile perfezione e maestria di esecuzione. Una pietra miliare dell'arte fiamminga.  


JAN VAN EYCK (Maaseik, 1390 circa – Bruges, giugno 1441): "Annunciazione", 1434-1436 c. - National Gallery of Art, Washington, DC


Olio su legno trasferito su tela92,7 x 36,7 cm

ANDREA DEL SARTO (Firenze, 1486 - 1530): "Pietà con Santi", 1523-1524 - Galleria Palatina di Palazzo Pitti, Firenze

Olio su tavola, 239 x 199 cm

mercoledì 1 gennaio 2014

JEAN BERAUD (S. Pietroburgo, 1849 - Parigi, 1935): "La patisserie Gloppe au Champs-Élysées" - "Au Bistrot" - "Le Boulevard St. Denis, Paris"

Jean Béraud - Foto d'epoca
Jean Béraud (San Pietroburgo, 12 gennaio 1849 – Parigi, 4 ottobre 1935) è stato un pittore francese del periodo impressionista.
Dopo gli studi al liceo Condorcet, fu discepolo di Léon Bonnat e fu ammesso al Salon per la prima volta nel 1872.
Conobbe il successo solamente nel 1876, grazie al suo quadro Il Ritorno dalla sepoltura.
Divenne celebre per le sue scene di vita quotidiana a Parigi durante la Belle époque. Il suo stile è caratterizzato da un vivo realismo, con il quale dipinge l'ambiente borghese, i piccoli mestieri, l'ambientazione dei bistrot e le strade parigine.
Ha ricevuto le insegne di cavaliere della Legion d'Onore nel 1894.
È sepolto nel Cimitero di Montparnasse.


"La Pâtisserie Gloppe au Champs-Élysées",  1889
Museo Carnevalet, Parigi


"Au Bistrot", olio su pannello, 33 x 41 cm
Collezione privata


"Le Boulevard St. Denis, Paris", 1875-1890
olio su tela, 37 x 55 cm
Collezione privata